APPROFONDIMENTO MAGGIO 2019

DIFFERENZE TRA STRUMENTO VINTAGE E MODERNO PARTE 2

E’ risaputo che Leo Fender fosse da sempre molto attento alle economie della sua azienda dove nulla veniva scartato o lasciato al caso ed il progressivo aumento del costo del frassino fino ad allora utilizzato per produrre chitarre e bassi fece sì che per la produzione dei corpi Fender a partire dal 1956 (fatta eccezione per i modelli destinati a verniciatura blonde per i quali venne sempre utilizzato il frassino), l’azienda decise di sostituire il legno di frassino con il più economico ontano.

Dal 1956 quindi tutti gli strumenti presentano almeno una incollatura di due assi (non sempre facilmente identificabile) in quanto l’albero di ontano non raggiunge circonferenze di fusto a dimensioni sufficienti ad ottenere il corpo di una chitarra o basso elettrico in unica asse di legno senza incollature.

Nel 1965 con la fusione Fender – CBS la rincorsa al risparmio da parte della nuova direzione operativa diede il via ad una produzione di corpi che prevedeva l’incollatura talvolta anche di più di due assi tra loro e per mascherarne gli eventuali inestetismi causati da questa operazione il legno veniva trattato prima con un prodotto dal colore bianco semi trasparente che una volta asciutto permetteva la verniciatura in colorazione custom o sunburst successiva.

Questo particolare è facilmente percepibile mettendo a confronto visivo i corpi a verniciatura sunburst prodotti prima del 1965 in cui le venature del legno risulteranno più marcate ed evidenziate con quelli prodotti dalla fine del 1964 a seguire in cui le venature e striature dei legni risulteranno agli occhi molto meno marcate ed appena visibili.

Dall’inizio del 1956 fino alla fine del 1971 il frassino venne utilizzato quindi esclusivamente per produrre i corpi di chitarre e bassi elettrici destinati a ricevere la finitura ‘blonde’.

Nel corso del 1972 la CBS aggiunse al catalogo ufficiale delle colorazioni custom acquistabili quindi con un sovrapprezzo aggiuntivo di listino rispetto alle verniciature standard, i colori natural (trasparente lucido) ed il moka brown che furono applicati solo ai corpi in frassino per evidenziarne le eleganti venature del legno.

Contemporaneamente la colorazione sunburst a tre tonalità fino ad allora utilizzata solo su corpi in ontano, venne abbinata indistintamente al corpo in frassino (solitamente con peso specifico superiore rispetto alle precedenti forniture) che all’ontano.
Il listino ufficiale dei colori Custom ottenibili su ordinazione pagando un sovrapprezzo che prese vita agli inizi del 1961 vide il suo termine ultimo con il dicembre 1974 dal cui momento in poi le varie colorazioni vennero offerte dai rivenditori indistintamente allo stesso prezzo senza alcuna percentuale di costo aggiuntiva.

E’ di pubblico dominio che il progresso e l’incuria ambientale esercitata dall’uomo negli ultimi decenni abbiano provocato una esponenziale crescita di tasso di inquinamento atmosferico che ha causato enormi danni alla natura e sta progressivamente aggiungendo ulteriori drammatici fenomeni negativi all’eco-sistema del nostro pianeta.
I risultati di questi effetti sono facilmente riscontrabili su alcune materie prime che provengono direttamente dalla natura come ad esempio la qualità del legno che gioca un ruolo primario e fondamentale nella realizzazione di uno strumento musicale elettrico o acustico.
A differenza di qualche decennio fa, nella metà del secolo scorso i legnami utilizzati per produrre strumenti provenivano da foreste, nelle quali erano cresciuti in assenza di piogge acide o altri fattori inquinanti allora ancora inesistenti che, oltre ad una migliore qualità, una volta abbattuti venivano depositati nelle foreste per tanti anni fino a quando la loro maturazione ed essicazione naturale permetteva alla mano dell’uomo di poterli lavorare nei vari stabilimenti di falegnameria e produzione.

E’ chiaro a chiunque che il legname utilizzato attualmente per la produzione degli stessi strumenti elettrici sia oggi il frutto di foreste sottoposte agli inquinamenti atmosferici sempre più accentuati degli ultimi decenni e purtroppo per poter essere velocemente reso lavorabile a solo pochi mesi dal momento in cui è stato abbattuto subisce trattamenti di depressurizzazione ed essiccazione accelerata attraverso l’utilizzo di speciali forni e trattamenti chimici che ne limitano nell’insieme le qualità sonore.

Gradualmente dagli anni ‘70 in poi le materie prime che comprendevano anche componenti chimiche necessarie per ultimare le cromature o nichelature delle parti metalliche, le vernici, i magneti, i fili di rame per avvolgimenti e le materie plastiche in genere subirono modifiche negli ingredienti che le componevano in quanto emerse che molti materiali chimici fino ad allora utilizzati comunemente contenevano in realtà alcune sostanze risultate nocive alla salute dell’uomo.

Dal momento in cui gli uffici sanitari preposti alla tutela della salute resero attivi i divieti di utilizzo di sostanze nocive, vennero individuati componenti chimiche sostitutive consentirne per realizzare gli oggetti cromati, vernici, magneti e nell’insieme cambiarono anche i caratteri sonori quando applicati agli strumenti musicali.
Ecco spiegato il concetto che illustra le differenze tra gli strumenti musicali che i nostri predecessori realizzarono rispetto a quelli costruiti oggi e così è anche più chiaro capirne le differenze tecniche se messi a confronto.

Questi particolari elencati fanno sì che purtroppo oggi non sia più possibile replicare le chitarre, i bassi o gli amplificatori del passato malgrado ci si possa avvalere di evolute tecnologie e perfette macchine industriali.
Purtroppo attualmente queste realtà sono riscontrabili non solo nel campo degli strumenti musicali ma anche in altri settori come la tecnologia analogica delle attrezzature musicali di alta fedeltà sostituite da computer o supporti digitali che offrono certamente meno ingombro, più versatilità, praticità, leggerezza e maggiore velocità esecutiva ma risultano a mio avviso privi di anima e di quel ‘calore’ che offrivano le apparecchiature valvolari a nastro magnetico avvolto in grandi bobine o dei dischi in vinile.

In conclusione quindi la mia tesi conclusiva è che gli strumenti musicali costruiti attualmente possono presentare forse le stesse caratteristiche estetiche, colorazione, nome e peso specifico paragonabili a quelli del passato, ma fondamentalmente se messi a confronto diretto risulteranno esprimere dinamiche e sonorità molto differenti tra loro, non dico migliori o peggiori ma semplicemente ‘molto differenti’.

Dopo avervi guidato in questo percorso che aveva lo scopo di farvi entrare nell’immenso mondo Fender vintage per conoscere sommariamente come e quando sono nati gli strumenti ed amplificatori che hanno scritto l’intera storia della musica moderna dagli anni ’50 ad oggi raccontandovi dei materiali che l’uomo utilizzò per costruirli e di come sono evoluti nei decenni, ora ve li presenterò in totale rassegna offrendovi in analisi la foto di uno strumento al mese fornita in modo cronologico con una sommaria scheda esplicativa.

Sperando con i miei racconti di avere acceso nei lettori un ulteriore desiderio di conoscenza, invito chiunque a seguire il nostro sito dedicato al museo itinerante della nostra completa raccolta Fender frutto di quasi 40 anni di sacrifici che ci hanno portato a realizzare una delle più importanti e complete collezioni vintage Fender al mondo illustrata nelle nostre pubblicazioni che approfondiscono l’argomento con decine di schede esplicative e migliaia di illustrazioni inedite.

“Il nostro libro Our Vintage Soul aiuterà tanti appassionati di “veri” strumenti Fender pre-1974″

Favio Camorani

“Avevo 19 anni quando, a Zurigo, comprai da “Musik Hüsli” la mia prima Fender Stratocaster “Black” maple neck del ’79”

Flavio Camorani